Plumcake alla Polpa d’Arancia Spremuta ovvero la Rinascita delle Pallide

spremuta
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Quando la tua vita di donna semi normale si trasforma in vita di mamma, avvengono delle trasformazioni che difficilmente avresti potuto prevedere.

Passata l’euforia iniziale, cominci a renderti conto che nulla più sarà come prima e la frase che, improvvisamente, ti senti ripetere più spesso è “ti vedo stanca”. I più temerari azzardano addirittura un “ti vedo pallida”.

Tralasciando quello che suscita in noi chi ci chiede a che mese di gravidanza siamo quando abbiamo partorito già da tre mesi, tutto il resto non fa altro che alimentare la nostra scarsissima autostima.

Iniziamo a scrutare le nostre pance, le nostre occhiaie e pensiamo che non saremo mai più quelle di una volta: i vestiti non ci entrano e spalanchiamo le  ante del nostro armadio alle tute.

Mai nella vita avresti pensato di uscire in tuta. Struccata. Con le scarpe da ginnastica. Ma tant’è…

Poi una mattina di primavera rimani da sola in cucina e decidi di prenderti una piccola pausa: ti fai una bella spremuta, la bevi.

Osservi distrattamente la polpa rimasta nello spremiagrumi, ti alzi per buttarla (perché da quando sei mamma hai la mania di rimettere sempre tutto a posto subito) e intuisci qualcosa: se con un giro di mestolo e un’infornata riesci a trasformare una poltiglia molliccia in qualcosa di bello e profumato, cosa riusciresti a fare con te stessa?

 

Ingredienti:

2 arance

La polpa di due banane mature

200 g di farina 0

200 g di zucchero di canna

80 g di burro di mandorle o di arachidi (home made)

Polvere lievitante

1 cucchiaino di bicarbonato

 

Procedimento:

Per prima cosa spremere le arance e tenere da parte la polpa spremuta. sbucciare le banane e ridurre in purea con una forchetta.

Intanto unire il burro di mandorle allo zucchero di canna.

Quando il composto sarà omogeneo aggiungere le banane, la farina setacciata,la polpa d’arancia messa da parte, un bicchiere di spremuta il bicarbonato e una bustina di polvere lievitante.

Infornare in uno stampo da plumcake per circa 40 minuti a 180°.

 

 

Il Sommelier consiglia: 

 

Per questo gustosissimo e originale plumcake mi sono voluto impegnare a trovare un abbinamento unico, un vino particolare, magari difficile da trovare, ma che una volta assaggiato possa ripagare dell’impegno nella ricerca.
Il vino abbinato quest’oggi è sicuramente un vino piacevolmente dolce, con un buon corredo profumato che ricorda, nelle sue note, la dolcezza e la freschezza delle arance di cui è composto il plumcake.

Per queste ragioni è ovvio raggiungere la Sicilia e la bellezza delle sue terre.

L’azienda che vi presento oggi è Florio, una delle realtà più grandi e prestigiose di Sicilia.

La loro storia affonda le radici a inizio 1800 quando, per primo, Vittorio Florio intuì le potenzialità del suo territorio, Marsala. In quel periodo l’omonimo vino liquoroso era prodotto da mercanti inglesi provvisoriamente stabiliti in provincia di Trapani e Vittorio fu il primo italiano a costruire una cantina (tutt’ora visitabile) e ad iniziare una produzione 100% italiana del vino che aveva sostituito nelle tavole inglesi i vini liquorosi francesi e portoghesi.
Da allora ad oggi, la conoscenza e l’amore per il vino ha fatto diventare quest’azienda una delle più importanti a livello nazionale ed oggi vi presento uno degli ultimi nati: Spumante Florio Dolce.

Il primo anno di produzione è stato il 2011, quindi la prima uscita è avvenuta a fine 2012, questo perchè dopo la presa di spuma rimane 2 mesi in autoclave a maturare e per almeno un mese in bottiglia a temperatura controllata.
La vendemmia è manuale e avviene durante la mattina da fine agosto ai primi di settembre per evitare che l’uva sia investita dal caldo estivo siciliano.

La vinificazione si ha con una pressatura soffice delle uve, dopo un breve contatto con le bucce, e con una fermentazione controllata (16 °C) per raggiungere il tenore alcolico di 6° circa. Il mosto, parzialmente fermentato, viene ulteriormente elaborato in autoclave con metodo di spumantizzazione “Charmat”, a circa 7-7,5% in vol. Viene, poi, fermata la spumantizzazione con il freddo così da preservare buona parte degli zuccheri e con loro gli aromi terpenici.
Alla degustazione il colore è giallo paglierino brillante, al naso intenso ed armonico con netti sentori di pesca, albicocca e note agrumate.

Il sapore invece è fresco con una bolliccina piacevole, non invadente, ben equilibrato e di grande gradevolezza. Possiamo tagliare il dolce!

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