Sformato di pasta al sugo di melanzana novembrina

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Le cose non accadono mai quando ce le aspettiamo.

E’ la regola base dell’essere donna: l’uomo giusto si palesa quando abbiamo già adottato un gattino, i figli arrivano nei momenti più caotici della nostra esistenza, il lavoro ci sorprende sempre quando decidiamo una volta per tutte che il nostro futuro sarà in casa, a pulire e spolverare. Per sempre.

Ebbene, queste regole valgono anche per l’orto o, almeno, per il mio. Le melanzane arrivano a novembre.

Presa da grande euforia per questo inaspettato evento, ho deciso di celebrare la melanzanina in questione con una ricetta facile e anche un po’ scenografica, perfetta, quindi, anche per le tavole natalizie!

Come sempre, la ricetta si può personalizzare con gli ingredienti e con la pasta che vogliamo!

Ingredienti:

Penne al sugo di melanzane avanzate

Qualche fettina sottile di melanzana

Pane grattato

Olio per friggere

Olio evo

 

Procedimento:

Per prima cosa friggere in abbondante olio la melanzana tagliata a fettine sottilissime (circa 6 fette, ma dipende dagli stampini che avete), scolare e fare asciugare su carta assorbente.

Nel frattempo ungere gli stampini, cospargere con il pane grattato e rivestire i bordi con le fette di melanzana fritte.

Distribuire negli stampini le penne e chiudere con le melanzane.

Infornare a 200° per circa 20 minuti.

Una volta sfornati, lasciar riposare per 10 minuti prima di togliere lo stampino.

 

Il sommelier consiglia:

Il piatto è molto complesso perchè unisce le caratteristiche gustative della melanzana fritta: succulenza indotta, aromaticità, untuosità e persistenza gusto olfattiva alle peculiarità della cottura in forno con del formaggio che dona al piatto una certa grassezza oltre ad una tendenza dolce propria della pasta.

Questa fusione di sensazioni ci spinge a cercare un vino che possieda una discreta morbidezza e speziatura e che possa gestire bene l’untuosità e la succulenza del piatto con un tannino presente ed una discreta alcolicità.
Queste qualità mi hanno rimandato immediatamente ad un vino che apprezzo da anni e che questa estate ho avuto il piacere di incontrare nuovamente in una degustazione bendata (nonostante  non l’abbia riconosciuto): il Syrah di Stefano Amerighi. Questo produttore ha scelto la Syrah (al femminile come ama chiamarla lui stesso, così come avviene in Francia) coltivata secondo i dettami dell’agricoltura biodinamica sulle colline di Cortona, a confine tra la Toscana e l’Umbria.

La delicata speziatura, un bouquet olfattivo particolarmente ampio, il gusto rotondo e pieno, il tannino presente ma non invadente renderà la vostra cena un’ esperienza sensoriale di altissimo piacere.

La vendemmia scelta è il 2011, l’uvaggio Syrah 100%, negli ultimi anni ho notato con piacere che Stefano sta alzando sempre di più il tiro sulla qualità dei suoi vini tanto da rendere, a mio parere, questo vino il capofila dei Syrah di Cortona.

 

 

Cosa suona in pentola:

http://www.youtube.com/watch?v=H8ZUV9IBEXY

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